giovedì 29 giugno 2017

Intervista a Stefano Labbia




Buongiorno,
oggi ho intervistato per voi Stefano Labbia.



1.   Ciao Stefano, parlaci un po’ di te e della tua vita quotidiana…

Innanzitutto grazie per questa fantastica opportunità! Che dire, sono un giovane autore che cerca di farsi largo, da due anni a questa parte, nel mondo della scrittura in generale. Gran parte della giornata la dedico a incontri, sessioni di scrittura e internet.



2.   Per scrivere è necessario che scoppi la scintilla, qual è stata la tua?

L'esigenza di esprimere ciò che ho dentro, quello che penso, quello che voglio/vorrei veder realizzato. Sogni, paure, speranze. Verità. Un mix di tutto questo mi ha fatto abbracciare il mondo della scrittura. Perché, come diceva Jules Renard: «scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.».



3.   Parlando di “I giardini incantati” e “Gli orari del cuore”, le tue raccolte di poesie, ci racconteresti come sono nate? Quali sono i temi affrontati?

La prima, "Gli Orari del cuore" raccoglie le composizioni che ho scritto durante l'adolescenza in un percorso unico tra sogni, paure, speranze, amori e vita che è arrivato sino alla maturità. Qualcuno l'ha definito un romanzo di formazione sotto forma di poesia. Non so se sia vero o meno. So che, come in tutto quello che faccio vi ho messo parte di me. "I Giardini Incantati" è il volto maturo dell'amore. E non solo... è un caleidoscopio di emozioni forti, di sapori e dissapori, di umiltà, di voglia di vincere, di bene e male. La vita da adulti questo è, del resto... no?



4.   Quanto c’è di te in ciò che scrivi?

Tutto. In un modo o nell'altro. Non tanto per via dell'ego ma perché credo che ognuno di noi debba parlare di quello che conosce, di ciò che sa. Di ciò che vive. Sono un "fanatico" della verità. Ad ogni costo. Sempre e comunque. Anche se, spesso e volentieri, fa male.



5.   A chi si rivolgono i tuoi scritti?

A chi è in cerca di verità. E di domande.



6.   Scrivi ogni giorno? Stai scrivendo qualcosa in questo periodo? Parlaci dei tuoi lavori futuri.

Si. Non passa giorno in cui non scriva: poesia, racconti, sceneggiature, soggetti.

Ho tantissimi soggetti per film, serie tv, animazione... Nonostante faccia una prima selezione tra tutto quello che scrivo credo che non riuscirò a portare a termine tutto. Qualcuno necessita di un soggetto - un'idea (nell'ironia c'è un po' di verità)?



7.   Qual è il genere letterario che, secondo te, è difficile da trattare?

Non ero molto sicuro di me quando ho affrontato l'horror. Assieme ad un collega sceneggiatore, su un soggetto inizialmente da me ideato e poi in parte adattato con un paio di aggiunte, ci siamo applicati su una sceneggiatura di quello che probabilmente sarà il mio primo lungometraggio di genere. La paura, così come la commedia sono generi difficili da trattare sempre e comunque. Sia come romanzo che come soggetto cinematografico. Poi studiandone i meccanismi e lavorando assieme a Simone (Scardecchia NdR), siamo arrivati ad un buon prodotto, secondo me. Tant'è vero che da quella sceneggiatura ne è scaturito un racconto, basato in parte sul concept firmato a due mani di cui sopra, a mia firma, "Utopia". Il racconto ha vinto il Concorso "Luce Nera III" indetto da Sensoinverso Edizioni e pubblicato, successivamente, nella raccolta a stampo horror di autori vari dal titolo "Un penny dall'inferno".



8.   La prima volta che hai pubblicato, qual è stata la tua paura più grande?

Ero abbastanza sicuro di me, anche per via dell'onestà e della verità messa all'interno della silloge. Certo, il timore del pubblico è sempre bene averlo: Publio Terenzio Afro del resto diceva: «Tanti sono gli uomini, tante sono le opinioni: ognuno ha il suo modo di pensare e di vivere.». Anche qui, timore smentito dal numeroso affetto, condito da critiche, ovviamente, che ho ricevuto.



9.   Hai mai avuto il timore delle recensioni?

Credo non esista colui che non abbia nemmeno un filo di timore circa le opinioni di lettori e addetti ai lavori! Le belle parole emozionano. Quelle meno belle spingono solo a lavorare più sodo.



10.               Qual è la poesia che senti più vicino a te?

Ce ne sono tante... Riguardo a quelle che ho firmato sinora, sicuramente direi le due che ho dedicato a mia nonna, Rina. Di altri autori... penso a Bukowski, a Nico Orengo, a Manzoni (si ha scritto anche bellissime poesia oltre ai Promessi Sposi!), ad Alda Merini... tanti, troppi i poeti che sento miei.



11.                Oltre a uno scrittore, sei anche un lettore? Se sì quanti libri leggi al mese? E che genere ti appassiona di più?

Vorrei poter aver tempo solo per leggere e scrivere! E invece, ahimè, ne ho molto poco! Un libro al mese, circa, è il mio ruolino di marcia da qui a due anni a questa parte. Leggo di tutto, sono onnivoro, per così dire.



12.                Qual è stata la tua ultima lettura?

Ho finito giorni fa "Il grande" di Bukowski. Questa sua terza raccolta mi ha scioccato - in maniera positiva ovviamente. Tra l'altro, sono su Goodreads, per chi volesse...

13.                Il tuo libro preferito e perché.

Scelta impossibile... Posso dirti i miei autori preferiti! Shakespeare, Satre, Dostoevsky, Koestler, Lewis, Dickens, Paasilinna, Baurn, Flaiano, Dumas, Harris, King, Doyle, Christie, Nicholas, Mann....



14.                Quali sono le cose nella tua vita di cui non puoi fare a meno?

L'amore e i miei cari. La verità. E la musica, il cinema, il leggere (anche comics, perché no?!).



15.                Fai un saluto al blog L’angolo Books di Berta 
Un saluto a tutti i lettori del blog e grazie di nuovo a Voi per questa splendida intervista

Alla prossima,
Roberta Tam

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